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Tirocini formativi e di orientamento alla luce della riforma Fornero

Dicembre 2012

Stop all’utilizzo dei tirocini formativi e di orientamento ?

Le più importanti associazioni a favore delle persone con disabilità denunciano il rischio del blocco dell’utilizzo dei tirocinii formativi e di orientamento.

A fine dicembre 2012 infatti si conclude il termine di 180 giorni previsto dalla legge di riforma del mercato del lavoro per provvedere alla emanazione delle linee-guida nazionali per l’utilizzo dei tiirocini e del relativo decreto attuativo.

La mancata disposizione di tali adempimenti rischia di creare un vuoto normativo che indurrà le amministrazioni e le aziende a non utilizzare strumenti che nel tempo si sono dimostrati utilissimi per l’integrazione nei normali contesti di lavoro soprattutto dei lavoratori più svantaggiati.

La nota della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap)


"LEGGE 28 giugno 2012 , n. 92 "Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita"

art 1 - Disposizioni generali, tipologie contrattuali e disciplina in tema di flessibilita’ in uscita e tutele del lavoratore

34. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo e le regioni concludono in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano un accordo per la definizione di linee-guida condivise in materia di tirocini formativi e di orientamento, sulla base dei seguenti criteri: a) revisione della disciplina dei tirocini formativi, anche in relazione alla valorizzazione di altre forme contrattuali a contenuto formativo; b) previsione di azioni e interventi volti a prevenire e contrastare un uso distorto dell’istituto, anche attraverso la puntuale individuazione delle modalita’ con cui il tirocinante presta la propria attivita’; c) individuazione degli elementi qualificanti del tirocinio e degli effetti conseguenti alla loro assenza; d) riconoscimento di una congrua indennita’, anche in forma forfetaria, in relazione alla prestazione svolta.

35. In ogni caso, la mancata corresponsione dell’indennita’ di cui alla lettera d) del comma 34 comporta a carico del trasgressore l’irrogazione di una sanzione amministrativa il cui ammontare e’ proporzionato alla gravita’ dell’illecito commesso, in misura variabile da un minimo di 1.000 a un massimo di 6.000 euro, conformemente alle previsioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689.

36. Dall’applicazione dei commi 34 e 35 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. "

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