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Lavoro domestico

22 gennaio 2013

L’Italia ha ratificato la "CONVENZIONE SUL LAVORO DIGNITOSO PER LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DOMESTICI", n° 189/2011

L’Italia è il primo Paese dell’Unione Europea e più in generale dei Paesi occidentali a ratificare questa innovativa Convenzione, il cui obiettivo è migliorare le condizioni di vita e di lavoro di decine di milioni di lavoratori domestici in tutto il mondo.

(...) Articolo 3

1. Ogni Membro deve adottare misure volte a assicurare in modo efficace la promozione e la protezione dei diritti umani di tutti i lavoratori domestici come previsto dalla presente Convenzione.

2. Ogni Membro deve adottare, nei confronti dei lavoratori domestici, le misure previste dalla presente Convenzione per rispettare, promuovere e realizzare i principi e i diritti fondamentali nel lavoro, in particolare:

a) la libertà di associazione e l’effettivo riconoscimento del diritto di contrattazione collettiva;

b) l’eliminazione di ogni forma di lavoro forzato o obbligatorio;

c) l’effettiva abolizione del lavoro minorile;

d) l’eliminazione della discriminazione in materia di impiego e di professione.

3. Ogniqualvolta adottino misure volte ad assicurare che i lavoratori domestici e i datori di lavoro domestico godano della libertà sindacale e del riconoscimento effettivo del diritto di contrattazione collettiva, i Membri devono proteggere il diritto dei lavoratori domestici e dei datori di lavoro domestico a costituire le proprie organizzazioni, federazioni e confederazioni e, a patto di rispettarne gli statuti, di aderire alle organizzazioni, federazioni e confederazioni di loro scelta.

(...)

... ed inoltre:
- fissare una età minima per i lavoratori domestici. L’età minima non deve essere inferiore a quella prevista dalla legislazione nazionale applicabile all’insieme dei lavoratori;
- adottare misure afinchè il lavoro svolto da lavoratori domestici di età inferiore ai 18 anni e superiore all’età minima di accesso al lavoro non li privi della scolarità obbligatoria o comprometta le loro possibilità di proseguire gli studi o di seguire una formazione professionale;
- assicurare che i lavoratori domestici beneficino di una effettiva protezione contro ogni forma di abuso, di molestia e di violenza;
- garantire che i lavoratori domestici godano di condizioni di occupazione eque nonché di condizioni di lavoro dignitose e, ove i lavoratori siano alloggiati presso le famiglie, di condizioni di vita dignitose che rispettino la loro vita privata;
- assicurare che i lavoratori domestici siano informati delle loro condizioni di occupazione in maniera appropriata, verificabile e facilmente comprensibile, preferibilmente, ove possibile, per mezzo di un contratto scritto in conformità alla legislazione nazionale o alle convenzioni collettive;
- garantire uguaglianza di trattamento tra i lavoratori domestici e l’insieme dei lavoratori per quanto riguarda l’orario normale di lavoro, il compenso delle ore di lavoro straordinario, i periodi di riposo quotidiano e settimanale e i congedi annuali pagati, in conformità alla legislazione nazionale o alle convenzioni collettive, tenuto conto delle particolari caratteristiche del lavoro domestico. Il riposo settimanale deve essere di almeno 24 ore consecutive. (...)

— -

Il senso e l’importanza dell’atto nel comunicato stampa di ACLI-COLF

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